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Ferrara: «La Juve è casa mia»

27 Gen 2010 - JUVENTUS - CALCIO 2009/2010 - Marco Bevilacqua (marco.bevilacqua@vecchiasignora.it)

IMMAGINE: CIRO FERRARA IN CONFERENZA STAMPA ALLA VIGILIA DI COPPA ITALIA

Ciro Ferrara in conferenza stampa alla vigilia di coppa Italia

Ferrara va avanti. Almeno fino a quando la Juve non deciderà di cambiare allenatore. Lo ha detto oggi alla vigilia della sfida di Coppa Italia con l'Inter: «Non ci vuole coraggio a presentarsi oggi in sala stampa, ci vuole responsabilità e presa di coscienza del mio ruolo che mi porta comunque a non dovermi nascondere. Non c'è nulla d a vergognarsi perché sono qui e devo accettare le critiche, le polemiche e metterci la faccia nei momenti positivi e in quelli meno belli. La società cerca un sostituto? Non ho ricevuto ancora nessuna comunicazione, lavoro ancora con la stessa professionalità che ho sempre messo da dirigente, da calciatore e da allenatore. Quando mi diranno qualcosa ne prenderò atto, fino ad allora rispetterò l'ambiente e una società che mi ha dato tanto».

«In quest'ultimo periodo - prosegue Ciro - non sto leggendo tantissimo ma basta aprire la tv per capire quello che sta accadendo. Io non ho ricevuto comunicazioni da parte della società. Quindi vado a San Siro con la stessa professionalità. Come quando ero calciatore. Poi quando mi verrà comunicato qualcosa di diverso mi comporterò di conseguenza. Io devo avere rispetto e professionalità per una società dalla quale ho ricevuto tanto e ho dato tantissimo. Questo è il mio spirito. Io leggo e ascolto ma fino a quando nessuno mi comunica qualcosa io devo continuare a lavorare. Non ci penso nemmeno a dimettermi, la mattina quando mi guardo allo specchio sono tranquillo. Ho agito secondo coscienza, ecco perché non ho dato io le dimissioni o perché non ho preso una strada diversa. Se avessi avuto società, ambiente o giocatori contro forse ci avrei pensato, ma tutti sono dalla mia parte. Devo solo migliorare la situazione lavorando di più. Non ci sono riuscito fino ad ora ma non è una vergogna».

A questo punto a Ferrara viene chiesto se non sia rimasto negativamente colpito dal comportamento della società, che è rimasta in assoluto silenzio d quando hanno cominciato a circolare voci sui suoi possibili eredi: «Non provate a farmi dire qualcosa contro la Juve - replica Ciro -. Neanche se la Juve deciderà di cacciarmi. Per me non sarà un problema. A me di questo non interessa nulla. Da calciatore e da dirigente sono sempre stato considerato bene. In questi 20 anni di Juve è il primo momento così difficile e lo accetto, ma non per questo me la prendo con la mia società. L'unica cosa che ha fatto la Juve è quella di non avermi fatto più bello. Non ho pensato ad altri possibili ruoli. Io non credo che il club mi abbia delegittimato di fronte alla squadra. Ho a disposizione professionisti e pur vivendo un momento difficile devono sapere che fino a quando non è finita bisogna dire che non è finita. Tutti si comporteranno come professionisti».

Ieri e oggi il tecnico della Juve ha incassato la solidarietà di Luciano Moggi e Josè Mourinho. L'ex dg bianconero ha detto che la situazione attuale della squadra non dipende da lui, mentre il tecnico nerazzurro gli ha espresso stima, accusando il calcio italiano di non avere pazienza nei confronti degli allenatori: «Le parole di Luciano? - dice a questo proposito Ferrara - Con questi risultati sarei stato indifendibile anche con Moggi. Ringrazio Mourinho per questo attestato di stima. Non siamo eroi (come il portoghese ha definito i tecnici che resistono sulle panchine di serie A, ndr), ma forse si riferiva al Ferrara Balboa. Io non mi sento esonerato».

Ferrara prova poi a spiegare le ragioni della crisi bianconera: «I motivi della crisi? Potrebbero essere tanti e ci potrebbero essere anche tanti alibi, ma non li voglio. Dobbiamo uscire da questa situazione ed è un'esperienza molto utile per il mio futuro. Gli infortunati? Ce ne sono stati tanti l'anno scorso e quest'anno ce ne sono stati altrettanti, ma anche le altre squadre stanno subendo la stessa sorte. Gli infortunati della Juve stanno diventando una barzelletta, ma noi non siamo gli unici a infortunarsi. Dobbiamo distinguere tra infortuni muscolari e quelli che sono traumi e contusioni. In quel caso non possiamo parlare di preparazione. Si fa il conto solo con gli infortunati della Juventus».

Il tecnico della Juve parla poi della sfida di domani sera in Coppa Italia contro l'Inter: «La partita di domani? Non servono molte parole, ci si carica autonomamente. Non sarà facile contro l'Inter ma noi ce la giocheremo con le nostre qualità e forze attuali cercando di fare la nostra partita. C'è bisogno della testa, dell'intelligenza tattica, del cuore, del gioco che l'Inter ti permette di fare perché un po' ti lascia giocare perché si prende qualche rischio. Mi preoccupo del risultato contro l'Inter solo in funzione del passaggio del turno, non in funzione del mio futuro. La squadra mi abbraccerà? Pensiamo a vincere la partita e basta».



foto e news corrieredellosport.it (http://www.corrieredellosport.it)



 
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