25 Feb 2010
- CALCIO - CALCIO NEWS - Angelo Di Santo (angelo.disanto@vecchiasignora.it)
IMMAGINE: FOTO : BAGGIO
Molti restano i tifosi del 'codino' più fam,oso del calcio italiano, quel Roberto Baggio diventato un mito per il calcio nazionale, nonostante i brutti infortuni e un rigore da titolo mondiale finito tra le stelle. Il pallone d'oro che ha vestrito le magli di Juventus, Milan e Inter, potrebbe tornare sui campi da gioco, ma non più da calcioatore, bensì da allenatore.
"Dal divano di casa è facile guidare una squadra - ha detto il campione intervistato in merito a un'iniziativa di Gazzetta dello Sport e Raitrade -, ma potrei prendere in considerazione l'ipotesi di allenare in futuro. E' una sfida e a me le sfide piacciono".
Il silenzio su questo giocatore, diventato col tempo sempre più un mito per la sua assenza, si è interrotto proprio per dar sfogo a un desiderio del grande 'codino' e la sua impossibilità di stare lontano dagli stadi. Il giocatore ha continuato a interessarsi dello sport che lo ha reso grande, e per dimostrarlo parla proprio del match giocato al Meazza tra Inter e Chelsea: "Non era una partita facile quella dell'Inter contro il Chelsea - ha affermato -. I nerazzurri hanno giocato bene, é chiaro che ci vuole un risultato importante al ritorno". Sulle altre squadre resta ottimista: "Tutte hanno la possibilità di ribaltare il risultato".
Baggio si è sopffermatoa nche sulla scottante quastione Cassano in azzurro, un po' coem accadeva con lui quando giocava: "Lui è un grande talento e può cambiare le partite in qualsiasi momento. Gli allenatori ovviamente hanno le loro esigenze ma Cassano ha la capacità di farsi valere. D'altronde le porte della Nazionale sono aperte per tutti e lo saranno anche per lui".
E parlando di Nazionale, la mente torna a quel rigore sbaglaito nella fianle di Copa del Mondo col Brasile nel 94', un rigole che avrebbe ribattuto molto volentieri: "E' assurdo che si debba decidere un intero torneo in cinque minuti ai calci di rigore" ha detto, anche se quell'episodio non ha certo compromesso la sua leggenda.
Fonte da : sportitalia