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Rossi: 'Lasciare Yamaha sarebbe tradimento'

11 Mar 2010 - SPORT - NEWS - Angelo Di Santo (angelo.disanto@vecchiasignora.it)

IMMAGINE: IMMAGINE ROSSI

immagine Rossi

Valentino Rossi rappresenta l'Italia che vince, e come illuste cittadino del Bel Paese nel mondo ha ricevuto nella suggestiva sede di Villa Madama il primo 'Winning Italia Award', riconoscimento del Ministero degli Esteri, consegnatogli dal ministro Franco Frattini per aver fatto risuonare 103 volte l'inno di Mameli garzie ai suoi successi.

Accompagnato dal padre Graziano, dal fido amico Uccio e davanti ad un altro mito italiano delle due ruote come Giacomo Agostini, Rossi si è sciolto. Salutati i campioni presenti da Marco Lucchinelli, Fausto Gresini sino a Franco Uncini la prima battuta Rossi l'ha riservata al progettista di Villa Madana Raffaello Sanzio: "Era di Urbino, un mio conterraneo. Direi che qui ha fatto davvero un bel lavoro. Se sono più famoso io? Può darsi, ma non credo".

Le 103 vittorie sono un orgoglio, "ma spero che ne arrivino altre. Facciamo almeno una ventina" ha continuato rivolgendosi ad Agostini, che con i suoi 15 titoli iridati è quasi irraggiungibile, ma di gp ne ha vinti 123 e quel record Valntino spera di avvicinarlo.

"Mi diverto sempre ad andare in moto - ha continuato il Dottore -. Se pensavo di diventare Valentino Rossi? No, sono andato oltre le mie più rosse aspettative". Come è andato oltre le possibilità di papà Graziano, anche lui grande pilota, "che però aveva paura delle due ruote perché aveva fatto un bel po' di capitomboli ed allora voleva dirottarmi sui go-kart".

Il ministro Frattini ha accennato con nostalgia ai suoi trascorsi da motociclista e a quella volta "che fui fermato con una moto da trial mentre percorrevo una scalinata. Ora in moto non vado più, ma quando posso seguo sempre il mondiale e le imprese di Valentino".
Non è mancata la domanda sulla Formula 1 ("naturalmente tifo per Alonso e Massa" ha detto) e sul tormentone Ferrari. Le quattro ruote al momento possono aspettare. Passare in F1? "Non credo, penso che sarà molto difficile. Ho ancora qualche soddisfazione da togliermi in moto". Dubbio indicato anche da Agostini: "Dovrebbe lasciare il noto per l'ignoto. E farlo in fretta, gli anni passano anche per lui".

Qundi perchè non parlare di Ducati dal 2011? "Per il made in Italy sarebbe perfetto, ma per vincere devi pensare anche a quello che succede in pista - ha affermato Rossi - E poi quella con la Yamaha è una storia talmente bella che lo sentirei un po' come un tradimento".
L'11 aprile, in Qatar, Rossi partirà per la sua 15/a stagione mondiale. E anche gli atteggiamenti non sono più quelli di un tempo: "Le polemiche con gli altri piloti ormai mi stancano (a Max Biaggi saranno fischiate le orecchie, ndr). Ora devo pensare a risparmiare le forze per lottare in pista". Nel 2010 ci saranno ancora in scia Casey Stoner e Jorge Lorenzo per temtare di superarlo, "la terza generazione di avversari con cui mi confronto". Comuqneu lui li ha già battuti tra i suoi 103 successi.



 
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