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Ciao Gigi, ciao Capitano, ciao portierone

Gianluigi Buffon in conferenza stampa insieme al presidente Andrea Agnelli
Sommario (4 par.)

Gianluigi Buffon

Camicia bianca, giacca grigia e sorriso ostentato, a tratti forzato. Gigi Buffon dice addio alla sua Juve, dopo 17 anni. Sabato con il Verona sarà festa scudetto, ma anche il giorno dell'ultimo enorme grazie al portiere dei record, che lascia la Signora e che pensa a un futuro ancora stimolante, in campo o fuori. Il presidente Andrea Agnelli se lo abbraccia, sgrana i numeri di vittorie, presenze, imbattibilità di questo quarantenne che ancora sa essere un gigante. Buffon ringrazia, la voce trema, lo sguardo è basso per non mostrare gli occhi più lucidi del solito. Inizia dai ringraziamenti alla società e al presidente, sottolineando "l'onestà, la lealtà e la lotta feroce all’ipocrisia che ci ha unito in tutto". Poi parla di sé: "È una giornata per me particolare, ricca di emozioni, ma ci arrivo con tanta serenità, felicità e appagamento. Sentimenti figli di un percorso straordinario e bellissimo che ho avuto la fortuna di condividere con tante persone che mi hanno voluto bene. Per questo bene ho lottato e cercato di fare del mio meglio".

Fonte Gazzetta.it (1) Icona link

Galleria:

Gigi Buffon - UN1CO - Gianluigi Buffon in conferenza stampa insieme al presidente Andrea Agnelli

L'addio

Buffon prende fiato prima di parlare dei suoi ultimi novanta minuti in bianconero: "Sabato sarà la mia ultima partita con la Juventus, credo sia il modo migliore per finire questa grandissima avventura, conclusa con altre due vittorie per me molto importanti. La mia paura era arrivare alla fine della mia storia con la Juve da 'sopportato', da giocatore che ha fuso il motore. Fortunatamente non è così e sono orgoglioso di aver espresso fino a 40 anni prestazioni all’altezza del mio nome e di quello della Juve. Non era scontato. Questa società nel 2001 ha preso un talento straordinario — dice sorridendo — ma se questo talento si è tramutato in un campione è per l'ulteriore step in convinzione e consacrazione che mi ha fatto fare la Juve. La sua mentalità e l'approccio al lavoro sono unici al mondo, è una filosofia che ho fatto mia e sono sicuro adopererò anche in futuro, anche perché è l’unico modo che conosco per arrivare a dei risultati con la felicità di aver sofferto. Questo è il più bell’insegnamento, al di là dei risultati e delle coppe".

Il futuro

Ma l'attesa è soprattutto sul suo futuro. "Cosa farò? Sabato giocherò una partita e questa è l’unica cosa certa. Fino a 15 giorni fa ero sicuro di smettere di giocare, mi sentivo già un ex calciatore con tanto di mesi difficili per elaborare il 'lutto'. Adesso però sono arrivate proposte molto interessanti sia per restare in campo che fuori". Partiamo da quelle che riguardano il campo: "Si tratta di sfide stimolanti che valuterò senza lasciarmi trasportare dall'esaltazione del momento. Di certo non voglio finire la carriera in campionati di terza e quarta fascia, sono un animale da competizione, lì non potrei vivere. Se decidessi di continuare sarebbe solo per grandi traguardi". Squadre italiane? "Non se ne parla". E la Nazionale? "Se Buffon era un problema tre mesi fa, figuriamoci adesso - dice Gigi -. Diventerebbe complicato gestirla e voglio tenermene lontano perché non penso di meritarmelo. E poi l'Italia ha grandi e giovani portieri che è giusto facciano le loro esperienze. Quindi non vestirò la maglia azzurra per la sfida con l'Olanda". Quanto a ruoli dirigenziali dice: "La proposta più importante me l’ha fatta Andrea Agnelli". Dunque ancora Juve? "Qualsiasi ruolo qui passa da una seria formazione - dice il presidente -, che è quello che gli ho prospettato". E Buffon: "Che la Juve per me sia una famiglia è evidente, se un giorno dovessi essere considerato utile alla causa avrebbe la precedenza su tutto". Un ruolo in Figc o Fifa? "Sentire di certi interessamenti mi inorgoglisce, ma devo essere pronto a farlo nel migliore dei modi, sento forte il senso di responsabilità".

La decisione

Per la scelta finale serve ancora un po' di tempo: "La prossima settimana, dopo aver riflettuto serenamente, prenderò la mia decisione, seguendo ciò che urla la mia indole e la mia natura. Io sono un incosciente, non ho paura di questo cambio di vita, le sfide mi hanno sempre stimolato. E poi la cosa più importante era finire qui nel miglior modo, non deludere le aspettative che la gente juventina aveva in me. Sono il primo a capire che la Juve debba programmare il futuro e Szcz?sny è un portiere di valore eccelso, almeno quanto me. E ha 27 anni... Un anno in più da suo vice? Con me accanto sarebbe stato costretto a paragoni che non avrebbero fatto bene a nessuno, nemmeno a me. E poi sono certo che la Juve vincerà ancora, anche senza di me, ha dalla sua la storia e la famiglia. Se pensassi qualcosa di diverso sarei da rinchiudere". Un pensiero al capitano del domani, Giorgio Chiellini, presente a questa sentitissima conferenza: "Con Giorgio abbiamo vissuto in simbiosi, sappiamo come si arrivi a certi risultati, incarna alla perfezione quello che deve essere il capitano della Juventus".
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Referenze (1)
  • 1. Fonte Gazzetta.it

    https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Juventus/17-05-2018/buffon-addio-juve-ho-proposte-stimolanti-ma-giocare-italia-non-resto-270164748712.shtml

GALLERIE

  • Barbara Bonansea autrice di una doppietta (Foto Juventus.com)
  • L'esultanza delle azzurre (Foto FIGC)
  • Mattia Perin con il presidente Andrea Agnelli (Foto Juventus.com)
  • Laura Giuliani (Foto Instagram)
  • Douglas Costa migliore in campo (Foto Juventus.com)
  • Eniola Aluko si presenta con la nuova maglia bianconera (Foto Juventus.com)
  • Coach Rita Guarino (Foto Juventus.com)
  • Le ragazze con coppa e bandierone (Foto Juventus.com)
  • Gianluigi Buffon in conferenza stampa insieme al presidente Andrea Agnelli
  • La festa negli spogliatoi (Foto Juventus.com)